Decreto Semplificazioni

D.Lgs. 103/2024: perché incide concretamente sull’organizzazione delle micro, piccole e medie imprese

Il D.Lgs. 103/2024 introduce un cambiamento significativo nel modo in cui le Pubbliche Amministrazioni pianificano ed effettuano i controlli amministrativi sulle attività economiche, con un impatto diretto sull’organizzazione delle micro, piccole e medie imprese (MPMI).

Il decreto nasce dall’esigenza di superare un sistema di verifiche spesso frammentato, ripetitivo e focalizzato prevalentemente su adempimenti formali, che nel tempo ha generato incertezza operativa e un carico amministrativo sproporzionato, soprattutto per le imprese di dimensioni ridotte.

L’obiettivo del legislatore non è ridurre il livello di tutela o di vigilanza, ma rendere i controlli più efficaci, coordinati e proporzionati al reale profilo di rischio dell’impresa, valorizzando il grado di organizzazione e di conformità dimostrabile.

In questo contesto, la certificazione di sistema rilasciata da organismi accreditati assume un ruolo centrale come strumento oggettivo di valutazione dell’affidabilità organizzativa.

Che cos’è il D.Lgs. 103/2024 e cosa cambia per le imprese

Il D.Lgs. 103/2024 disciplina i controlli amministrativi svolti dalle Pubbliche Amministrazioni – tra cui Comuni, INL, ASL, Camere di Commercio ed enti competenti in materia ambientale e sanitaria – sulle attività economiche.

Il decreto introduce criteri chiari per rendere i controlli:

  • più coordinati tra le diverse amministrazioni;
  • meno ripetitivi sugli stessi ambiti e sugli stessi adempimenti;
  • proporzionati al livello di rischio effettivo dell’impresa.

Per le imprese strutturate e conformi, questo si traduce in minori interferenze nella gestione quotidiana, controlli più razionali e una maggiore prevedibilità dell’azione amministrativa.

Il concetto chiave del decreto: il profilo di rischio dell’impresa

Il cuore del D.Lgs. 103/2024 è l’introduzione del profilo di rischio dell’impresa come criterio guida nella pianificazione dei controlli.

Le Pubbliche Amministrazioni sono chiamate a effettuare una valutazione preventiva che tenga conto di:

  • storia e comportamento dell’impresa nel tempo;
  • livello di organizzazione interna;
  • capacità di prevenire errori e non solo di correggerli;
  • presenza di sistemi strutturati di gestione e controllo.
 

In questo quadro, il decreto riconosce che le certificazioni di sistema rilasciate da organismi accreditati rappresentano uno degli strumenti più solidi e affidabili per dimostrare la conformità e la maturità organizzativa dell’impresa.

La certificazione diventa quindi una leva di semplificazione e qualificazione del rischio, non un adempimento fine a sé stesso

Cosa significa essere un’impresa “a basso rischio”

Un’impresa a basso rischio, secondo l’impostazione del decreto, non è un’impresa priva di criticità, ma un’organizzazione che dimostra di:

  • gestire i propri obblighi in modo sistematico e consapevole;
  • disporre di processi chiari, documentati e tracciabili;
  • affrontare le non conformità con un approccio preventivo e strutturato;
  • garantire continuità e coerenza nella gestione degli adempimenti.
 

Il valore della certificazione di sistema risiede proprio nella capacità di rendere visibile e verificabile ciò che spesso l’impresa già fa, ma che senza un modello organizzativo riconosciuto risulta difficile dimostrare in sede di controllo.

Meno controlli non significa meno attenzione, ma controlli migliori

Uno degli effetti più rilevanti del D.Lgs. 103/2024 è il cambiamento qualitativo dell’esperienza di controllo per le imprese a rischio inferiore.

In presenza di un profilo di rischio qualificato:

  • i controlli possono essere meno frequenti;
  • vengono evitati accertamenti ripetitivi sugli stessi aspetti;
  • le verifiche tengono conto delle valutazioni già effettuate in sede di certificazione;
  • l’intervento ispettivo risulta più rapido, mirato e meno invasivo.
 

Questo approccio consente di tutelare l’interesse pubblico senza compromettere la continuità operativa dell’impresa.

Più spazio alla regolarizzazione e alla collaborazione con la PA

Il D.Lgs. 103/2024 rafforza un modello di controllo improntato alla collaborazione tra Pubblica Amministrazione e impresa.

In presenza di irregolarità lievi, il decreto valorizza il ricorso alla diffida, consentendo all’impresa di regolarizzare la propria posizione prima dell’applicazione della sanzione.

Per le aziende certificate, l’organizzazione interna, la tracciabilità dei processi e la buona fede diventano elementi valutabili concretamente, contribuendo a un rapporto più equilibrato e costruttivo con gli enti di controllo.

Dove si manifestano i benefici nella pratica quotidiana

Alla luce del D.Lgs. 103/2024, i benefici di un sistema di gestione certificato si riflettono in diversi ambiti di controllo, tra cui:

  • lavoro e sicurezza (formazione, DVR, ruoli e responsabilità definite);
  • procedimenti amministrativi comunali e SUAP;
  • controlli igienico-sanitari e ambientali;
  • vigilanza camerale e correttezza commerciale.
 

Restano esclusi i controlli fiscali e tributari, che continuano a essere disciplinati da normative specifiche.

Il ruolo delle certificazioni e il valore della UNI/PdR 186

In questo scenario, le certificazioni di sistema assumono una funzione strategica e la UNI/PdR 186 rappresenta uno strumento particolarmente coerente con l’impianto del decreto.

La PdR 186 fornisce un modello strutturato per la gestione della compliance amministrativa e dei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni, consentendo all’impresa di dimostrare in modo oggettivo la capacità di presidiare obblighi, controlli e procedimenti autorizzativi.

In linea con il D.Lgs. 103/2024, la certificazione UNI/PdR 186 contribuisce a rafforzare il profilo di affidabilità dell’impresa, facilitando controlli più mirati, proporzionati e orientati alla collaborazione.

Il nostro ruolo come organismo di certificazione

Come organismo di certificazione accreditato, supportiamo le imprese in percorsi di certificazione progettati in modo concreto, proporzionato e sostenibile, tenendo conto della dimensione, della complessità e del settore di appartenenza.

L’obiettivo non è aggiungere burocrazia, ma costruire sistemi di gestione realmente funzionanti, riconosciuti e valorizzati anche in sede di controllo.

Alla luce del D.Lgs. 103/2024, la certificazione di sistema non rappresenta un costo aggiuntivo, ma una scelta strategica di tutela, semplificazione e credibilità, capace di ridurre il rischio sanzionatorio e migliorare il rapporto con le Pubbliche Amministrazioni.

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