Organismo di Ispezione e Certificazione

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La direttiva NIS2 è entrata in vigore in Italia il 16 ottobre 2024. Da quel momento, migliaia di aziende private e pubbliche amministrazioni si trovano ad affrontare nuovi obblighi concreti in materia di sicurezza informatica. Non si tratta di una raccomandazione o di una buona pratica: è legge, e prevede sanzioni significative per chi non si adegua.

Se la tua azienda opera in un settore critico o ha raggiunto determinate soglie dimensionali, è probabile che la NIS2 ti riguardi direttamente. In questo articolo trovi una guida chiara su cosa prevede la normativa, chi coinvolge e perché la certificazione ISO 27001 rappresenta oggi il percorso più strutturato per raggiungere la conformità.

Cos'è la direttiva NIS2 e perché riguarda la tua azienda

NIS2 sta per Network and Information Systems Directive, seconda versione. È una direttiva europea — la (UE) 2022/2555 — nata con l’obiettivo di innalzare il livello di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi in tutti gli Stati membri, riducendo la frammentazione normativa e aumentando la resilienza dei settori considerati strategici.

Rispetto alla precedente versione (NIS1, recepita in Italia nel 2018), la NIS2 amplia notevolmente il numero di settori e organizzazioni coinvolte, introduce obblighi più stringenti e, soprattutto, responsabilizza direttamente i vertici aziendali.

Come è stata recepita in Italia: il D.lgs. 138/2024

In Italia, la direttiva NIS2 è stata recepita con il Decreto Legislativo 4 settembre 2024, n. 138, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° ottobre 2024. Il decreto è entrato in vigore il 16 ottobre 2024 ed è comunemente chiamato “decreto NIS”. È il testo di riferimento per capire chi è soggetto agli obblighi, cosa deve fare e a quali controlli può essere sottoposto.

L’autorità responsabile dell’applicazione è l’ACN — Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale — che ha il ruolo di autorità nazionale competente, gestisce la piattaforma di registrazione e dispone di poteri ispettivi e sanzionatori.

Chi è obbligato: soggetti essenziali e soggetti importanti

Il D.lgs. 138/2024 distingue due categorie di destinatari: i soggetti essenziali, ossia enti pubblici e operatori privati nei settori più critici come energia, trasporti, sanità, finanza e infrastrutture digitali; e i soggetti importanti, operatori economici degli stessi settori con rilevanza significativa per la continuità dei servizi. 

I settori coinvolti sono complessivamente 18, di cui 11 classificati come altamente critici e 7 come semplicemente critici. Tra questi rientrano, a titolo di esempio, l’industria manifatturiera di determinati comparti, i servizi postali, la gestione dei rifiuti e i fornitori di servizi digitali.

L’appartenenza a una delle due categorie determina il livello di vigilanza a cui si è sottoposti e, in caso di violazione, l’entità delle sanzioni applicabili.

 Soggetti EssenzialiSoggetti Importanti
Chi sonoOperatori nei settori più critici (energia, trasporti, sanità, finanza, infrastrutture digitali, PA)Operatori negli stessi settori ma con impatto meno diretto sulla continuità dei servizi
Livello di vigilanza ACNPiù elevato, controlli proattiviStandard, controlli prevalentemente reattivi
Sanzione massima10.000.000 € o 2% del fatturato mondiale annuo7.000.000 € o 1,4% del fatturato mondiale annuo
Responsabilità dirigenzialeSì, direttaSì, diretta
Obbligo di notifica incidentiSìSì

Cosa deve fare concretamente un'azienda soggetta alla NIS2

Le misure tecniche, operative e organizzative minime che i soggetti NIS devono adottare includono: politiche di analisi dei rischi e sicurezza dei sistemi informativi; gestione degli incidenti; continuità operativa, backup e ripristino in caso di disastro; sicurezza della catena di approvvigionamento; sicurezza nello sviluppo e nella manutenzione dei sistemi; procedure per valutare l’efficacia delle misure adottate; pratiche di igiene informatica e formazione del personale.

Non basta adottare queste misure: bisogna anche documentarle, mantenerle aggiornate e poterle dimostrare in caso di ispezione. L’ACN dispone di poteri ispettivi ampi: può richiedere documenti, effettuare ispezioni in loco o a distanza, e accedere a dati e informazioni ritenute rilevanti. 

Inoltre, gli organi di amministrazione e gli organi direttivi sono direttamente responsabili del rispetto del decreto e delle violazioni commesse dall’organizzazione che rappresentano. La NIS2 non è una questione solo dell’IT: è una responsabilità del vertice aziendale. 

Quali sanzioni sono previste in caso di inadempimento

Le sanzioni previste dal decreto sono tutt’altro che simboliche.

Per i soggetti essenziali, le sanzioni amministrative possono arrivare fino a 10.000.000 di euro o al 2% del fatturato annuo mondiale, se superiore. Per i soggetti importanti, il massimale è di 7.000.000 di euro o l’1,4% del fatturato annuo mondiale.

Tra le sanzioni accessorie sono previste anche la sospensione temporanea di certificazioni o autorizzazioni, la sospensione dalle funzioni dirigenziali per manager e amministratori, e la pubblicazione della decisione sanzionatoria. NIS2 Italia

Un quadro che rende evidente quanto sia urgente muoversi per tempo.

ISO 27001 e NIS2: due strumenti che si parlano

La certificazione ISO/IEC 27001 è lo standard internazionale per la gestione della sicurezza delle informazioni. Definisce un sistema strutturato — detto SGSI, Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni — per identificare i rischi, applicare controlli adeguati e migliorare continuamente il livello di protezione.

Le aziende già certificate ISO/IEC 27001 si trovano in una posizione di vantaggio rispetto ai requisiti della NIS2, anche se dovranno comunque implementare alcune misure aggiuntive specificamente richieste dalla direttiva. 

Per le aziende che invece non hanno ancora la certificazione ISO 27001, il percorso verso la conformità NIS2 può essere costruito usando come base proprio l’architettura del sistema di gestione ISO 27001, a cui vengono poi applicati i controlli specifici della normativa. 

I due strumenti non sono dunque in competizione: sono complementari. La ISO 27001 fornisce le fondamenta; la NIS2 aggiunge requisiti settoriali specifici su cui innestare ulteriori controlli.

Perché certificarsi ISO 27001 è la mossa più intelligente

Adeguarsi alla direttiva NIS2 attraverso un sistema di gestione certificato ISO/IEC 27001 rappresenta un’ottima soluzione, oltre che un elemento concreto per dimostrare l’aderenza ai requisiti normativi in caso di verifica da parte delle autorità competenti.

In termini pratici, la certificazione ISO 27001:

  • fornisce un framework riconosciuto a livello internazionale, non un insieme di misure improvvisate
  • dimostra alle autorità, ai clienti e ai partner che la sicurezza è gestita in modo sistematico e verificato
  • semplifica il percorso verso la conformità NIS2, riducendo tempi e costi di adeguamento
  • aumenta la fiducia del mercato, diventando un elemento di differenziazione competitiva

Secondo il Rapporto Clusit 2024, solo il 36% delle PMI italiane dispone di un piano di gestione degli incidenti informatici, e meno del 25% ha effettuato una valutazione strutturata del rischio. In questo contesto, chi si struttura oggi ha un vantaggio reale rispetto alla concorrenza — non solo sul piano normativo. 

Conclusione: da obbligo normativo a vantaggio competitivo

La direttiva NIS2 non è un’altra burocrazia da assolvere. È il segnale che la sicurezza informatica è diventata una componente strutturale del fare impresa in Europa.

Le aziende che affrontano questo percorso con metodo — e la certificazione ISO 27001 è il metodo più solido disponibile — non si limitano a evitare sanzioni: costruiscono resilienza, rafforzano la fiducia dei clienti e posizionano meglio la propria organizzazione in un mercato sempre più attento ai temi della sicurezza.

FAQ – Domande frequenti

Sì, in parte. La NIS2 non esclude le piccole e medie imprese per definizione: l'applicazione dipende dal settore di attività e dalla dimensione dell'azienda secondo la cosiddetta "size-cap rule". Alcune PMI che operano in settori critici o che forniscono servizi essenziali possono rientrare nell'ambito del D.lgs. 138/2024. Il modo più sicuro per saperlo è verificare la propria posizione sulla piattaforma ACN o rivolgersi a un consulente specializzato.

Non completamente, ma è il punto di partenza più solido. La ISO 27001 copre molti degli aspetti richiesti dalla NIS2 — analisi del rischio, gestione degli incidenti, controlli organizzativi — ma la direttiva impone anche obblighi specifici, come la notifica degli incidenti all'ACN entro tempi precisi e misure sulla sicurezza della supply chain, che vanno aggiunti al sistema di gestione già in essere.

Le sanzioni sono disciplinate dal D.lgs. 138/2024 e variano in base alla categoria del soggetto. Per i soggetti essenziali si arriva fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale annuo. Per i soggetti importanti il massimale è 7 milioni di euro o l'1,4% del fatturato. Sono previste anche sanzioni accessorie come la sospensione temporanea di autorizzazioni o di funzioni dirigenziali.

Gli obblighi operativi sono già in vigore dal 2025 per i soggetti classificati come essenziali o importanti da ACN. La registrazione sulla piattaforma ACN era richiesta già tra dicembre 2024 e febbraio 2025. Chi non ha ancora avviato il percorso di adeguamento dovrebbe farlo senza ulteriore attesa, anche perché i controlli dell'ACN sono già operativi.

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